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Documento SINC: La neurofisiologia intraoperatoria

Documento SINC: La neurofisiologia intraoperatoria

Le metodiche di neurofisiologia intraoperatoria (NI) vengono utilizzate con le seguenti finalità:
a)    identificazione un danno iatrogeno in fase di reversibilità, o documentazione dello stesso in caso di irreversibilità; 
b)    dimostrazione del raggiungimento di un determinato target; 
c)    identificazione di strutture eloquenti.

Le metodiche di NI possono essere divise in tecniche di monitoring, cioè di valutazione in continuo della funzionalità di uno o più sistemi e quelle di testing/mapping, cioè tecniche che consentono di identificare funzionalmente strutture nervose “nobili”.La SINC considera la neurofisiologia intraoperatoria non sperimentale, ma procedura di buona pratica clinica meritevole di applicazione estensiva ed incoraggia le strutture di Neurofisiologia Clinica a garantire questi servizi alle varie strutture operative chirurgiche che li richiedano.
Il responsabile del monitoraggio intraoperatorio è il neurofisiologo clinico, dopo opportuno training, o, in sua assenza, altra figura medica con adeguata e dimostrata professionalità e regolare aggiornamento. Le tecniche di NI vengono eseguite dal tecnico di neurofisiopatologia sotto supervisione del responsabile del monitoraggio.

Con il termine di supervisione si intende:
Supervisione diretta: il responsabile della NI può non essere fisicamente presente nella sala operatoria ma è prontamente disponibile a raggiungerla per commentare eventuali modificazioni intraoperatorie dei parametri neurofisiologici monitorizzati. Questo tipo di supervisione viene generalmente attuata nel corso di interventi in cui si applicano solo tecniche di monitorino
Supervisione personale: il responsabile della NI è fisicamente presente in sala operatoria insieme al tecnico di neurofisiopatologia. La supervisione personale è generalmente riservata alle chirurgie che prevedono una combinazione di testing e monitoring.La scelta del tipo di supervisione (diretta o personale) è a carico della figura medica responsabile della NI. La SINC ritiene che il numero di chirurgie supervisionate in contemporanea non possa essere superiore a 2.

Il tecnico di neurofisiopatologia:
1.    Collabora con il neurofisiologo clinico per definire, in accordo con il team chirurgico,  la strategia di monitoraggio; 
2.    Garantisce la correttezza tecnica dell’applicazione delle metodiche;
3.    In caso di supervisione personale collabora con il neurofisiologo clinico durante le procedure di stimolazione del tessuto nervoso;
4.    In caso di supervisione diretta, qualora si verifichino modificazioni dei parametri monitorizzati, informa il team chirurgico e richiede la presenza in sala del responsabile del monitoraggio per l’interpretazione di quanto avvenuto; 
5.    Garantisce la propria presenza in sala dall’arrivo del paziente fino al risveglio dello stesso.
Il numero di tecnici di neurofisiologia clinica per procedura è 1 anche se la presenza di due tecnici in fase di montaggio e di smontaggio è consigliata.

Il responsabile del monitoraggio intraoperatorio:
1.    Pianifica, in accordo con il team chirurgico,  la strategia di monitoraggio;
2.    Garantisce la appropriatezza delle metodiche utilizzate nella specifica procedura chirurgica e nel singolo paziente;
3.    Garantisce inoltre che le tecniche selezionate vengano applicate in maniera metodologicamente corretta;
4.    Garantisce, oltre a quanto esposto al punto 1 e 2,  il rispetto dei margini di sicurezza per le varie metodiche:
5.    Sceglie in autonomia il tipo di supervisione (diretta o personale).